Oggi molti non vogliono ricevere sangue. Chiedono per ragioni sanitarie ciò che i Testimoni richiedono basilarmente per motivi religiosi: valide terapie mediche alternative alle emotrasfusioni. Come abbiamo visto, è possibile eseguire grossi interventi chirurgici senza sangue. Se avete ancora dei dubbi, qualche altra citazione da pubblicazioni scientifiche può aiutarvi a dissiparli.
Anche i bambini piccoli? “Quarantotto interventi a cuore aperto su bambini sono stati eseguiti adottando metodiche alternative alle emotrasfusioni indipendentemente dal grado di complessità chirurgica”. Alcuni bambini pesavano solo 4,7 kg. “Visti i costanti risultati positivi ottenuti con i testimoni di Geova e il rischio di gravi complicazioni insito nelle trasfusioni di sangue, attualmente stiamo eseguendo la maggior parte degli interventi di cardiochirurgia pediatrica senza trasfusioni”. — Circulation, settembre 1984. |
L’articolo “Quadrupla sostituzione di grosse articolazioni in un paziente testimone di Geova” (Orthopaedic Review, agosto 1986) parlava di un paziente anemico con “degenerazione, allo stadio avanzato, di entrambe le articolazioni del ginocchio e dell’anca”. Prima e dopo gli interventi fu somministrato con buoni risultati un destrano contenente ferro. Il British Journal of Anaesthesia (1982) riferiva il caso di una Testimone 52enne con un livello di emoglobina inferiore a 10 g/dl. Per ridurre al minimo la perdita di sangue, l’intervento di sostituzione totale delle articolazioni dell’anca e della spalla venne eseguito in anestesia ipotensiva. Un’équipe chirurgica dell’Università dell’Arkansas (USA) impiegò la stessa tecnica in un centinaio di interventi di sostituzione dell’articolazione dell’anca su pazienti Testimoni, e questi si ripresero tutti bene. Il primario del reparto osserva: “Ciò che abbiamo appreso da questi pazienti (Testimoni) ora lo applichiamo a tutti i nostri pazienti sottoposti a sostituzione totale dell’articolazione dell’anca”.
La coscienza di alcuni Testimoni permette loro di accettare trapianti d’organo se l’intervento è eseguito senza sangue. Una relazione su 13 trapianti di rene terminava dicendo: “I risultati complessivi indicano che la maggioranza dei [pazienti] testimoni di Geova può essere sottoposta con sicurezza ed efficacia a trapianto renale”. (Transplantation, giugno 1988) Il rifiuto del sangue non ha impedito di eseguire con successo nemmeno i trapianti di cuore.
Che dire di altri tipi di operazioni senza sangue? Un periodico di informazione sanitaria (Medical Hotline, aprile/maggio 1983) parlava di “testimoni di Geova sottoposte a grossi interventi di ginecologia e ostetricia [presso la Wayne State University, negli USA] senza trasfusioni di sangue”. Il periodico osservava: “La mortalità e la percentuale di complicanze non sono state maggiori che nelle donne sottoposte agli stessi interventi e trasfuse”. Dopo di che commentava: “I risultati di questo studio autorizzerebbero a tentare un approccio nuovo, per quanto riguarda l’impiego del sangue, con tutte le donne che si sottopongono a interventi di ostetricia e ginecologia”.
Presso l’ospedale dell’Università di Gottinga, in Germania, 30 pazienti sottoposti a interventi di chirurgia generale rifiutarono il sangue. “Non ci sono state complicazioni che non potessero sorgere anche in pazienti che accettano le emotrasfusioni. . . . Non si deve attribuire eccessiva importanza all’impossibilità di praticare una trasfusione, né questo dovrebbe indurre ad astenersi dall’eseguire un’operazione necessaria e giustificata sotto il profilo chirurgico”. — Risiko in der Chirurgie, 1987.
Anche interventi di neurochirurgia sono stati eseguiti senza impiego di sangue su numerosi adulti e bambini, per esempio al Medical Center dell’Università di New York. Nel 1989 il dott. Joseph Ransohoff, primario di neurochirurgia, ha scritto: “È evidente che nella maggioranza dei casi si può evitare, con un rischio minimo, di impiegare sangue e suoi derivati in pazienti le cui convinzioni religiose ne vietano l’uso, particolarmente se l’intervento può essere eseguito tempestivamente e in tempi relativamente contenuti. È interessante notare che spesso mi dimentico che il paziente è un Testimone fino al momento in cui viene dimesso dall’ospedale e mi ringrazia per aver rispettato le sue convinzioni religiose”.
Infine, è possibile eseguire complessi interventi di chirurgia cardiovascolare su adulti e bambini senza ricorrere a trasfusioni? Il dott. Denton A. Cooley è stato un pioniere in questo campo. Come si può notare dall’articolo medico ristampato in appendice, alle Þhb Üpagine 27-9, sulla base di un precedente studio Cooley affermava che “il rischio degli interventi chirurgici per i pazienti del gruppo dei testimoni di Geova non è sostanzialmente superiore che nel caso di altri”. Ora, dopo aver eseguito 1.106 interventi del genere, Cooley scrive: “In ogni caso rispetto l’impegno o l’accordo preso con il paziente”, cioè di non somministrargli sangue.
Alcuni chirurghi hanno notato che un altro fattore che aiuta i testimoni di Geova è il loro spirito positivo. “L’atteggiamento di questi pazienti è stato esemplare”, scriveva Cooley nell’ottobre 1989. “Non hanno il timore delle complicazioni o anche della morte che la maggioranza dei pazienti ha. Nutrono una fede profonda e stabile nel loro credo e nel loro Dio”.
Questo non significa che rivendichino il cosiddetto diritto di morire. Ricercano attivamente terapie valide perché vogliono guarire. Sono convinti che ubbidire alla legge di Dio sul sangue sia saggio, e questa convinzione ha un effetto positivo sull’efficacia della chirurgia senza sangue.
Il prof. V. Schlosser, dell’istituto di chirurgia dell’ospedale dell’Università di Friburgo, in Germania, riferisce: “In questo gruppo di pazienti l’incidenza perioperatoria di fenomeni emorragici non è stata più elevata, e le complicanze sono state semmai inferiori. Il particolare modo in cui i testimoni di Geova affrontano le malattie ha influito positivamente nella fase perioperatoria”. — Herz Kreislauf, agosto 1987.
* I Testimoni non accettano trasfusioni di sangue intero, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine o plasma sanguigno. Per quanto riguarda frazioni minori, come le immunoglobuline, si veda La Torre di Guardia del 1° giugno 1990, pagine 30-1.
# La Torre di Guardia del 1° marzo 1989, pagine 30-1, tratta i princìpi biblici implicati nei metodi di recupero intraoperatorio del sangue e nell’impiego delle apparecchiature per la circolazione extracorporea.

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